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lunedì, 07 aprile 2008

Cinestesia



8 APRILE 22.15

SPAZIOMUSICA/CINESTESIA
presents
BLUESFORCE
in
THE MANXMAN
(L'isola del peccato)

Che altro? Cassonetto differenziato per l'isola del peccato! No... non era così...

1929. Hitchcock, un nome una garanzia. Ultimo film muto del regista famoso per venir spedito in gattabuia da piccolo ogni volta che combinava marachelle (non dico balle, è tutto vero!).

Il film parte da questo dilemma:
"che beneficio ha un uomo se per guadagnarsi il mondo intero, deve sacrificare l'anima?".
ma anche da questo:
"Sapete cosa facciamo noi sull'isola del peccato quando la situazione si fa veramente pericolosa?"

Una storia d'amore con tipico il-triangolo-no che sfocia in frutto del peccato, tratta da un romanzo di Hell Caine (che nome brutal-death), già oggetto di un adattamento teatrale e di un film del 1916; questa pellicola ricorda molto the ring (vinci per me, 1927), che ovviamente non ha niente a che fare con quello della bambina emo che esce dalla vhs malefica...

... e il resto lo scoprirete domani se verso le diecieunquarto venite allo SpazioMusica di Pavia (via Faruffini) ad ascoltare gli ormai intramontabilmente leggendari BluesForce che rimusicano la terzultima pellicola muta. E la mia immancabile presentazione imbarazzata.

Vi aspettiamo

Feel-Glass
postato da: feelglass alle ore 09:17 | link | commenti (5) | commenti (5)(popup)
categorie: cinema, bluesforce
mercoledì, 19 marzo 2008

Arthur C. Clarke (1917-?)

postato da: feelglass alle ore 13:35 | link | commenti (2) | commenti (2)(popup)
categorie: varie, cinema
domenica, 02 marzo 2008

Sanremo 2008

SENZA PAROLE

Certe cose lasciano senza parole. Sentire "FIGA...ro!" tra un Supergiovane e un Servi della gleba è sempre una sorpresa, ma vederli con quei costumi e quel suono sul palco dell'Ariston è assolutamente... cosmico.
Bravi, bravissimi! Specialmente Mangoni, eterno grande assente.
postato da: feelglass alle ore 09:31 | link | commenti (5) | commenti (5)(popup)
categorie: elio, youtube
mercoledì, 20 febbraio 2008

Davide Van De Sfroos - Pica (2008)



DAVIDE VAN DE SFROOS
"PICA", UNA MINIERA DI STORIE


Al grido di “pica!” (“picchia”) Davide Van De Sfroos segue i percorsi rocciosi dei minatori e affronta le abissali profondità di storie con la s minuscola, semplici e sempre più grandi dell’altra storia, quella che impariamo sui libri e che spesso ha la S maiuscola. Dopo le oscure magie di “Akuaduulza” il cantautore del Lario sembra tornare con i piedi per terra, una terra rocciosa e grezza come quella frantumata dal “Minatore del Frontale”, composita come il cajun, bagnata dalle acque folk che lambiscono i pilastri de “El Puunt”, nelle quali si lancia il “Cimino” per fuggire ai finanzieri, o solcata dai legni del “Costruttore di Motoscafi”.

“Pica” cammina su un sentiero forse abbandonato molto tempo fa o forse mai, e tutti i forse sono motivati dal fatto che con Van De Sfroos non si può essere mai sicuri, con queste canzoni inserite in un continuum fuori dal nostro abituale concetto di tempo ed evoluzione. Queste ballate, queste feste tradizionali, questi amori inquieti sono incastonati in un loro tempo che non scorre tranne che per i protagonisti reali, i soggetti che ispirano l’autore. Lo spazio del “Furestee”, delle onde e delle montagne descritte vive in un’immaginazione collettiva parallela e intrecciata al semplice spazio dove abitualmente inseriamo il concetto di memoria, memoria storica o folclore. La consapevolezza e la realtà che traspira da questi quattro accordi è la stessa di “E semm partii”, è quella di chi siamo e di chi siamo stati, è quella dell’italiano che deve essere costantemente afferrato per i capelli per non dimenticare, e per fortuna c’è qualcuno che a volte lo fa al posto nostro e ci presenta la tavolozza dei ricordi davanti agli occhi, come in un film, su una pellicola di chitarre acustiche, violini, fisarmoniche, per non parlare del banjo e dell’organo, che ci aiutano ad afferrare una memoria altrui relativamente trascurata, sto parlando degli amori alluvionati di “New Orleans”, città dove Davide ha suonato e raccontato qualche anno fa, e nei loro volti ha ritrovato gli stessi solchi della sua gente, la coda frusciante di un disco di vinile, il finale live di “Loena de Picch”. Ad ascoltar bene puoi sentire i racconti esagerati dei nonni, “la leggenda che conserva integri i fatti”, sgualciti margini omerici dove all’esperienza si mescola un gusto per l’epica rustica del bar di piazza (ma senza la presunzione di Ligabue), dove alla calda elettricità di un “Cavaliere senza morte” di retaggio medievale subentra un’orchestra e una lirica mai ascoltate prima nelle opere del cantautore. Se nei tratti de “Lo sciamano” e in quelli reggae de “La Grigna” fa capolino il fervido animismo di “Akuaduulza” è solo perché l’uomo poggia i piedi su una natura che merita di essere celebrata come protezione per l’anima lacustre ed elemento cui la scienza trae i primi passi, l’alchimia che collega Faust a chi la vita invece l’ha bevuta subito e in fretta, come “L’Alain Delon de Lenn” o i protagonisti di “40 passi”, coscienze sbriciolate all’ombra del Duomo di Milano, e sguardi ormai annacquati sul fondo di un bicchiere di vino, quello di troppo. Questo disco è l’ennesima conferma che Davide Van De Sfroos sa come narrare di tutti e dopo le formule magiche di “Retha Mazur” resta solo qualcosa che non può essere raccontato, ed è il silenzio che rimane nella stanza alla fine dell’ultimo solco, dell’ultimo volto, dell’ultima foglia. E’ la stessa voglia di pioggia che galleggia sotto “Le Nuvole” di De Andrè.

“E adèss che canzon te canti, che la chitàra l’ha purtada via el fioemm
E adess che canzon te soni, che la mia trumba l’ha bufàda via el veent
Le nostre lacrime sul Mississipi son difficili da far vedere
Le nostre urla dentro l’uragano e queste assenze da lasciar tacere
E come mai piovono aghi da lassù e siamo bambole voodoo
Trafitte in ogni punto ormai…”

(“e adesso che canzone ti canto, che la chitarra se l’è portata via il fiume
E adesso che canzone ti suono che la mia tromba l’ha spazzata via il vento”)


MEDIA
Il minatore di Frontale
La ballata del Cimino live
Il minatore live
Il costruttore di motoscafi live

WEB
Cauboi
Van De Sfroos official

Feel-Glass
postato da: feelglass alle ore 18:12 | link | commenti (3) | commenti (3)(popup)
categorie: folk, cantautori, davide van de sfroos, musica in dialetto
mercoledì, 13 febbraio 2008

The Smashing Pumpkins Live At Datchforum, Assago, Milano, 02.02.2008


THE SMASHING PUMPKINS - ZEITGEIST TOUR 2008
DATCHFORUM, ASSAGO, MILANO
02.02.2008


La band di Chicago che negli anni ’90 ha infiammato il cuore di migliaia di adolescenti torna in Italia con una nuova formazione, un nuovo disco da presentare e soprattutto una rinnovata energia che purtroppo abbiamo visto mancare a Billy Corgan durante il progetto Zwan e la parentesi solista. Dei componenti originali rimangono solo il leader e il batterista Jimmy Chamberlin, ma i nuovi membri non fanno certo rimpiangere gli originali: la voglia di suonare e di regalare nuove e vecchie palpitazioni ai fans è la medesima di tanti anni fa, e, cosa più notevole, l’operazione non ha il sapore di nostalgia.
Accanto ai singoli tratti in modo uniforme da tutta la loro carriera (tra questi “Today” e “Tonight tonight” scatenano un vero delirio e “Tarantula” è già un classico) c’è spazio per alcune sorprese che hanno reso questo evento ancora più speciale e degno di essere vissuto in tutta la sua potenza. Billy Corgan, vestito con una lunga gonna a balze argentata e seguito dai compagni, entra puntuale e apre il concerto con la psichedelia spaziale di “Porcellina of the vaste oceans” e l’amara dolcezza di “Behold! The nightmare”, ma entra nel vivo regalando brividi ai fans più affezionati attraverso la commovente performance di “Mayonaise” e continua a sorprendere con perle come “Lily (My one and only)”, “Wound”, “Drown”, “My blue heaven”, cover di un brano degli anni ’20, e l’irriconoscibile “Daydream”, canzone che nel primo disco della band era affidata alla voce dell’ex bassista D’Arcy.

A rendere il suono della band assolutamente nuovo e caratteristico sono alcune nuove jam che spiazzano il pubblico con un muro di suono compatto e inedito, fatto di ipnotiche e intense progressioni di ottave alternate a duetti chitarristici tra Billy e il nuovo Jeff Schroeder. Tra queste lunghe suite è un dovere citare la devastante “United States”, sicuramente il brano migliore di "Zeitgeist", che vede il leader entrare in una assurda trance costellata di rabbia e scomposti teatrini rock e “Cash car star”, unico brano scelto dall’ultimo album “Machina II” (distribuito gratuitamente su internet nel 2000, molto prima dei Radiohead), in quest’occasione combinato con cover degli Uriah Heep e dei Buffalo Springfield. Per far riprendere i fans dallo stordimento i Pumpkins propongono alcuni momenti più intimi scegliendo di rileggere in chiave acustica “Perfect”, la leggendaria “1979” (pochi minuti di cantautorato in cui Billy Corgan, da solo sul palco, sembra lasciarsi andare ad una malinconia del decennio precedente), “That’s the way”, ultimo singolo di "Zeitgeist", e “The rose march”, delicata ballata del recente EP “American Gothic”. Anche se personalmente mi ha convinto meno, è stata molto apprezzabile la scelta di presentare dal vivo alcuni brani dell’ultimo periodo sconosciuti ai più perché non presenti nella tracklist della versione standard di Zeitgeist (“Stellar”) oppure perché composti durante il tour americano del 2007 (“Superchrist” superflua, “I don’t mind” ripetitiva). Tra le pecche mi sembra onesto segnalare la presenza di alcuni dei brani meno ispirati di “Zeitgeist” come “Come on (let’s go)” e “Bring the light”.
Il resto è impeccabile, dalla presenza scenica del leader all’illuminotecnica che sottolinea in modo epico e fragoroso le situazioni più emozionanti di questo live. Non possiamo che augurare alla band di continuare su questo percorso fatto di ispirazione e potenza sonora e sperare che tornino presto in Italia per altre due ore e mezza di rapimento, canti a squarciagola, ricordi sussurrati e sano caos hard-rock.

Feel-Glass

SETLIST

01. Porcelina Of The Vast Oceans
02. Behold! The Night Mare
03. Bring The Light
04. Tonight, Tonight
05. Mayonaise
06. Try, Try, Try
07. Superchrist
08. (Come On) Let's Go
09. Stellar
10. Perfect
11. Lily (My One And Only)
12. The Rose March
13. Today
14. Tarantula
15. Stand Inside Your Love
16. Ava Adore
17. Drown
18. Bullet With Butterfly Wings
19. 1979
20. That's The Way (My Love Is) [acoustic]
21. My Blue Heaven
22. The Everlasting Gaze
23. Cash Car Star (Easy Living [Uriah Heep] + Foreplay [Boston] + For What It's Worth [Buffalo Springfield] + Wasted Years [Iron Maiden tease])
24. Daydream [electric]
25. Wound
26. United States
Encore:
27. I Don't Mind
28. Cherub Rock

WEB
BillyCorgan.it
SmashingPumpkins.com

MEDIA
foto
video
opinioni
bootleg (by dissoluzione)
progetto dvd (by streetspirit)
postato da: feelglass alle ore 18:26 | link | commenti | commenti (popup)
categorie: smashing pumpkins
lunedì, 11 febbraio 2008

Cinestesia: Aurora a Pavia



CINESTESIA: AURORA (MURNAU)
12 FEBBRAIO, SPAZIOMUSICA, PAVIA


E' passato poco più di un mese e nemmeno ce ne siamo accorti, sembra ieri che ancora imperversavano su tutta la pianura padana i venti gelidi delle nebbiose notti invernali pavesi, e invece eccoci già qua con un sole splendente a illuminare i vivi e i morti, una nuova alba, ma che dico, una nuova aurora, l'Aurora di Murnau che domani sera verso le 10.15 verrà proiettata allo SpazioMusica di Pavia, dal sottoscritto presentata ma soprattutto dai BluesForce rimusicata. Non mancate, ché Cinestesia sa come rendere ancora più suggestivo un canto di assassinii organizzati, amori ritrovati, progetti falliti e cattivi sconfitti.

Dove siamo, siamo stati e saremo

(per la precisione)
postato da: feelglass alle ore 09:45 | link | commenti | commenti (popup)
categorie: cinema, elettronica, bluesforce
sabato, 09 febbraio 2008

8 febbraio, Milano: il cantautore presenta il nuovo album




DAVIDE VAN DE SFROOS PRESENTA "PICA"
Presso la Libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano
Davide Van De Sfroos presenta alcuni brani del nuovo album "Pica"


È uno strano pubblico quello che si riunisce sotto il palchetto della Feltrinelli alle 19.30 di venerdì 8 febbraio. Trovi ragazzini punk, universitari, signore attempate, lunghi baffi usciti dal Bar Sport e altri esempi tratti da quella variegata umana fiumana che per convenzione ed abitudine usiamo chiamare società. Società che si è formata grazie ad un fattore essenziale, un elemento mai spento, una matrice iscritta nel nostro dna, la stessa attività che il cantautore lariano Davide Van De Sfroos porta avanti da anni su e giù per l’Italia e non solo. Sto parlando del racconto, del piacere del narrare, e Van De Sfroos sembra un fiume, o meglio un lago, straripante di queste capacità. Creare canzoni che rimangono iscritte in un loro universo di legno, fondi di bicchiere, foglie magiche e onde che non aspettano, suonare una musica che si suona dai primordi dell’umanità, quella folkloristica, fatta sempre degli stessi rapporti tra gli accordi e tanto evocativa da riuscire a riunire la colorata folla di cui parlavo all’inizio.

Il giornalista Marco Mangiarotti parla di Storia e spinge Davide a parlare di storie, quelle con s minuscola, i destini incrociati o forse no dei personaggi che affollano questo disco, incastrati tra passato e futuro, paesi che riconosciamo in sogno tra il Lago di Como e New Orleans, per trovare impensabili lineamenti comuni tra i volti dei peccatori nostrani, come “L’Alain Delon de Lenn”, e quelli trascinati via dall’uragano Katrina. Si parla del bisogno di viaggiare, e il cantautore parla di punti di partenza conosciuti e punti di arrivo misteriosi, per lasciarsi la possibilità di svolte brusche o di grandi occasioni come quella del concerto che si terrà al Datchforum di Assago in aprile; si parla di viaggi che portano lontano, sulle rive del Mississippi, dove si intrecciano sonorità cajun, così influenti nel disco, e nuovi sciamani. Giù in Louisiana una donna cerca di vendere a Davide acque miracolose o presunte tali, e tutto ciò non può che ricordare le antiche streghe nostrane, o semplicemente la “Nona Lucia” di “Akuaduulza”. Si parla di parallelismi che fanno pesare meno le distanze e le differenze tra i continenti, ma anche di ritorni in cui la distanza e il tempo pesano troppo e allontanano affetti di cui qualunque “Furestee” sente il bisogno. E ancora: i nostri Klondyke, i nostri paesi isolati, i nostri territori sacri, la Val Chiavenna, la Valsassina e i loro elfi della notte, e al centro di questo carosello di monti e bocche che parlano ci sono i minatori, che all’urlo di “pica!” forano il pianeta e sono sempre gli stessi, al nord come in Abruzzo, in Africa come in Sud America. Popoli che si mescolano, disertori che portano un po’ di Spagna e di Francia in Valtellina, usanze che richiamano lo stesso sincretismo dove non si distingue l’animismo dal cristianesimo. Questo e molto altro (alpini di lago, motoscafi Abbate, moto Guzzi, chitarre come remi, jazz come metal…) viene tirato nel discorso da Van De Sfroos e Mangiarotti, ma ciò che tutti aspettano è il momento in cui si sfoderano le armi, penne di suoni, storie di note, il momento in cui il nostro accompagnato dal violinista Angapiemage Galiano Persico e dal chitarrista blues Francesco Piu presenta cinque brani tratti da “Pica”: “El Puunt”, storia di un ragazzo che tra amore e rabbia attende il suo amore su un ponte, e alla fine se ne va lasciando alle acque sia la rosa che il bastone; “Il Minatore di Frontale”, working class hero del nord-italia; “New Orleans”, ballata di un amore trascinato via dalle onde impazzite; “Il costruttore di Motoscafi”, in bilico tra politically correct e filologia biografica, e infine “L’Alain Delon De Lenn” in cui si nasconde l’identità di un Jean Gabin del Lario.

Semplicemente una serie di storie, ovvero la cosa più grande e popolare allo stesso tempo, e sicuramente la più speciale se incastonata tra la penna e il plettro di Davide Van De Sfroos.

MEDIA
You shook me all night long
YouTubegrafia

WEB

www.cauboi.it
www.davidevandesfroos.com
www.myspace.com/davidevandesfroos
www.myspace.com/cauboi 
postato da: feelglass alle ore 17:34 | link | commenti (1) | commenti (1)(popup)
categorie: folk, cantautori, davide van de sfroos, musica in dialetto
venerdì, 08 febbraio 2008

Supernatural superpumpkins park

SUPERNATURAL SUPERPUMPKINS PARK
ovvero pelati, semipelati e pelatoni



Mentre attendo pazientemente il nuovo album di Van De Sfroos - poche ore mi separano dall'ascolto di Pica - e mi godo questo splendido bootleg tratto dalla data bolognese degli Smashing Pumpkins 2008, vi (a chi? boh!) propongo due cose:
"Supernatural superserious", nuovo singolo dei R.e.m. ascoltabile qui e scaricabile qui
e "Parco Sempione", video di Elio cui avevo accennato nel precedente post. La canzone non è molto afferrabile per ora, e dopo un po' sembra monotona, probabilmente necessita di più ascolti, ma il video è assolutamente eccezionale, tra The Ring e i corti di Maccio Capatonda...

Buon ascolto
postato da: feelglass alle ore 09:16 | link | commenti (1) | commenti (1)(popup)
categorie: varie, smashing pumpkins, elio, rem
martedì, 05 febbraio 2008

il mio primo (e anche ultimo?) post a punti

POST A PUNTI*
ovvero alcune novità imprescindibili
 (*si dice così in gergo trendy-blogger, vero?)



PUNTO NUMERO 1
: finalmente dopo 5 anni di attesa arriva il nuovo album studio di Elio E le Storie Tese. In uscita il 20 febbraio anche come allegato su riviste e giornali, "Studentessi" sorprende per la lunghezza della tracklist, che riporto fedelmente qui di sequito. Il primo singolo, "Parco Sempione", sentito dal vivo nel precedente tour, si scaglia contro i suonatori di bongo disturbatori di pennichelle altrui e sarà possibile ascoltarlo in radio già nel weekend. Stay tuned for samples and mp3, come dicono nella gelida Albione! (Dettagli e anticipazioni)

1. Studentessi
2. Plafone
3. Ignudi Fra I Nudisti
4. Tristezza
5. Effetto Memoria (Inverno)
6. Heavy Samba
7. Gargaroz
8. Suicidio A Sorpresa Allegro
9. Suicidio A Sorpresa Allegretto
10. Suicidio A Sorpresa Andante Con Moto
11. Suicidio A Sorpresa Allegro
12. Suicidio A Sorpresa Allegretto
13. Effetto Memoria (Primavera)
14. La Lega Dell’amore
15. A Caval Donando
16. Effetto Memoria (Estate)
17. Buco Nero Super Massiccio
18. La Risposta Dell’architetto
19. Parco Sempione
20. Il Congresso Delle Parti Molli
21. Single (Feat. Luigi Piloni)
22. Effetto Memoria (Autunno)



PUNTO NUMERO 2: venerdì 8 alla Feltrinelli di Piazza Piemonte il nostro Davide Van De Sfroos presenterà "Pica". Ecco le canzoni che formano la nuova opera del cantautore lariano.
1.El puunt (3:50)
2.Lo Sciamano (3:46)
3.L’Alain Delon de Lenn (4:42)
4. New Orleans (6:10)
5.La ballata del Cimino (4:41)
6. Il minatore di Frontale (4:26)
7.40 pass (5:22)
8.La terza onda (3:32)
9.La grigna (3:12)
10.Il costruttore di motoscafi (5:57)
11.Fiil de ferr (3:17)
12.Furestee (3:58)
13.Il cavaliere senza morte (6:51)
14. Loena de picch (6:36)
15. Retha Mazur (3:37)



PUNTO NUMERO 3: altro che Pumpkins, Led Zeppelin, Queen, Pooh e chi più ne ha più ne metta, ecco un vero grande ritorno: i Beehive. Sì, proprio la band di Mirko versione italiana è pronta a sfornare un nuovo album e a iniziare un nuovo tour. Entro l'estate dovrebbe uscire il singolo "Don't say goodbye", titolo che già promette bene.



PUNTO NUMERO 4: las-ma-no-de-lis, è uscita in free download, proprio come fanno i Radiohead della gelida Albione, una compilazione di cover degli Smashing Pumpkins proposte da alcuni utenti del forum del sito italiano dedicato a Billy Corgan. Sul blog della neonata Cashopoli Records trovate i due file rar, scaricateli entrambi altrimenti non si possono aprire. Ne sentirete delle belle, insomma ce n'è per tutti i gusti, come dice quello là: dalle divagazioni acide alla rabbia dark, dai sofferti blues alle riletture folk, dal minimalismo per organo alle folgorazioni elettriche. E se tra un brano e l'altro capita il nome di un certo Feel-Glass mi raccomando di skippare per evitare commenti imbarazzanti!

E con questo è tutto, linea alla regia.
lunedì, 04 febbraio 2008

Smashing Pumpkins - Live Datchforum, Assago, Milano (02.02.2008)




SMASHING PUMPKINS IN CONCERTO
AL DATCHFORUM DI ASSAGO, MILANO
2 e 3 febbraio: il gruppo rock torna in Italia

Il leggendario gruppo di Chicago recentemente riformatosi
arriva in Italia per due date attesissime.


Finalmente la rinata band di Chicago è tornata in Italia dopo l’annullamento causa maltempo dell’Heineken Jamming Festival previsto lo scorso giugno e soprattutto dopo sette anni di formazioni fallite (Zwan) e sviste clamorose (il progetto solista e il libro di poesie di Corgan).

Due anni dopo l’annuncio del leader di voler tornare sulle scene usando il nome ormai entrato nella leggenda del rock alternativo anni ’90, la band si presenta con un disco (“Zeitgeist”, ovvero lo spirito del tempo), una line-up rinnovata (degli originali rimangono solo Corgan e il batterista Jimmy Chamberlin, ma i nuovi membri non fanno rimpiangere James Iha e D’arcy) e un tour caratterizzato da un muro di suono devastante. Dopo aver girato Europa e America nell’estate e autunno del 2007 gli Smashing Pumpkins arrivano nel nostro paese per due date - Milano e Bologna - con setlist, impianto luci e costumi completamente rinnovati per questa terza parte dello Zeitgeist Tour.

I nuovi concerti smentiscono le voci che parlano di operazione nostalgia e infangamento di un nome classico per tornare alla ribalta e al successo commerciale: è vero che il gruppo non rinuncia ad alcuni singoli che hanno fatto la storia del rock anni ’90, su tutti “Tonight tonight”, “Today”, “Ava adore” e “Cherub rock”, ma recupera anche diversi brani meno conosciuti o addirittura mai proposti dal vivo (la dolcissima “My blue heaven”, cover di Fats Domino). Tra le perle che fanno la gioia dei fan più appassionati ci sono la psichedelica “Porcelina of the vaste oceans”, perfetta apertura per un concerto così epico, la commovente “Mayonaise”, l’amara “Behold!the Nightmare”, l’ironica “Lily (my one and only)”, l’irriconoscibile “Daydream”. La setlist da’ molto spazio anche ad alcuni nuovi brani tratti dall’album (tra le varie si staglia l’esaltante “Tarantula”) che dal recente EP “American gothic” (la ballata “The rose march”), o addirittura nuove composizioni ancora in via di definizione come “I don’t mind” oppure l’energica “Superchrist” che insieme alla potente “United States” va a formare quel nucleo di lunghe suite hard rock che ben caratterizzano il nuovo corso delle sonorità dei Pumpkins, splendidamente sorrette da Jimmy Chamberlin, instancabile motore ritmico della band. Per far riposare i timpani del pubblico da queste performance di forte impatto sonoro vengono alternati alcuni momenti più intimi, ed è doveroso citare le riletture acustiche di “Perfect”, “1979” e “That’s the way (my love is)”.

Il concerto si chiude dopo due ore e mezza di intense folgorazioni rock e sincere emozioni, che provano quanto era sentito il bisogno di tornare ad usare il nome Smashing Pumpkins, ai quali auguriamo di proseguire in grande stile e di continuare a migliorare la capacità di scrittura e composizione dopo le passate deludenti prove di Corgan.

SETLIST
01. Porcelina of the vast Oceans
02. Behold! the nightmare
03. Bring the light
04. Tonight Tonight
05. Mayonaise
06. Try, try, try
07. Superchrist
08. (Come on) Let's go!
09. Stellar
10. Perfect
11. Lily (my one and only)
12. The rose march
13. Today
14. Tarantula
15. Stand inside your love
16. Ava Adore
17. Drown
18. Bullet with butterfly wings
19. 1979
20. That's the way (my love is)
21. My blue heaven
22. The everlasting gaze
23. Cash car star
24. Daydream
25. Wound
26. United states
27. I don't mind
28. Cherub rock
postato da: feelglass alle ore 08:14 | link | commenti | commenti (popup)
categorie: smashing pumpkins